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WandaVision - La recensione dei primi due episodi

Un prodotto sperimentale, che crea un primo affascinante precedente nel MCU.

Quando Black Mirror incontra Vita da Strega. Dopo una lunga attesa, lo scorso venerdì sono approdati su Disney+ i primi due episodi di WandaVision, la nuova intrigante (e indecifrabile) serie televisiva targata Marvel, che inaugura ufficialmente la nuova era del Marvel Cinematic Universe. È un prodotto insolito, WandaVision, quasi inafferrabile: quello che ha tutti i presupposti per essere una sit-com - lo suggerisce persino il suo formato di appena 30', ancor prima delle classiche risate finte - si rivela, in realtà, un esperimento televisivo interessante e probabilmente unico nel suo genere. Nonostante un flusso continuo di gag che rimandano ad un immaginario scolpito nella mente di tanti appassionati di serie TV e cinema, anche d'antan (da Lucy e io a Strega per amore, passando per Pleasantville), c'è un'ombra inquietante che striscia dietro la mini-serie ideata da Jac Schaeffer sin dai primi istanti: che cos'è, per davvero, WandaVision? Ma soprattutto, cosa racconta davvero?

In apparenza, questa deliziosa sit-com narra la nuova identità di Wanda Maximoff e Visione, due supereroi in cerca di normalità nella ridente cittadina di Westview. Mentre tentano di nascondere a tutti i loro superpoteri - un'azione il più delle volte fallimentare e che dà origine ad alcuni siparietti esilaranti - i due personaggi ripercorrono diverse annate televisive fino a quando la coppia non inizia a percepire qualcosa di sinistro e di sospetto nella loro nuova vita idilliaca. Simile ad una serie tv d'altri tempi, dopo tutto. È esattamente qui che emerge una seconda natura, una sorta di lato oscuro all'interno della serie. Un elicottero colorato, che spicca nell'estetica bianco e nero adottata per conferire al prodotto un carattere vintage; una sequenza quasi lynchiana, in cui il capo di Visione, invitato a cena dalla coppia, rischia di soffocare per un boccone di bistecca; gli inquietanti spot di intermezzo che scandiscono il ritmo di ciascun episodio: WandaVision racconta altro, e sta a noi spettatori iniziare ad unire i vari pezzi per ricostruire l'intero puzzle.

WandaVision [S01E01-03] (Disney+)

Quello che ha tutte le fattezze di un prodotto meta-televisivo, che funge quasi da lezione di storia della sit-com statunitense e che gioca (e osa) con i suoi stili visivi e narrativi, si rivela in realtà un'operazione del tutto innovativa. Non a caso, in apertura dell'articolo, abbiamo citato Black Mirror: WandaVision recupera la stessa atmosfera disturbante che caratterizza la serie antologica ideata da Charlie Brooker, lasciando lo spettatore il più delle volte disorientato. Gli inserti di cui abbiamo parlato poc'anzi, come l'elicottero o la sequenza della cena, arrivano in modo inaspettato, disatteso, spezzando il ritmo scanzonato e (illusoriamente) rilassato che aveva caratterizzato l'episodio fino a quel momento. Destabilizza la visione e, al tempo stesso, ti spinge a volerne ancora, e ancora.

Questo non sarebbe stato possibile senza l'eccellente prova attoriale di Elizabeth Olsen e Paul Bettany, rispettivamente Wanda Maximoff/Scarlet Witch e Visione, che qui si mettono in gioco con un mood che si allontana con forza dall'universo cinematografico di casa Marvel visto finora. La mimica facciale, i movimenti al limite della slapstick comedy, che i due interpreti sono in grado di offrire qui, contribuiscono in maniera efficace al senso di smarrimento e di disagio che si prova nel guardare questo prodotto. Quella che, a tutti gli effetti, sembra essere una divertente serie comica a carattere sentimentale nasconde in realtà un oscuro presagio, che gli stessi Olsen e Bettany sono in grado di veicolare, anche solo attraverso un enigmatico e cupo sguardo.

WandaVision [S01E01-03] (Disney+)

Che dire, se non volerne ancora e ancora? WandaVision è esattamente quel genere di prodotto che ci aspettiamo da questo nuovo corso intrapreso dal Marvel Cinematic Universe. Pur senza dimenticare il suo glorioso passato, quello classico e inossidabile dei supereroi, la nuova creazione di Jac Schaeffer preferisce osare, reinterpretare il mondo del cine/tv-comic in modo innovativo, forse anche nel tentativo di infondere qualità ad un prodotto ritenuto spesso (e ingiustamente) di basso livello. Senza, tuttavia, snaturare il vero cuore dell'universo a cui appartiene, WandaVision prova a ripensare alcuni archetipi e tropoi che iniziano a stare stretti anche ad un immaginario cinematografico così standardizzato, gioca con gli stili e strizza l'occhio al mondo del cinema e della televisione con grande consapevolezza. E se i primi due episodi sono un assaggio di ciò che ci attende non solo dal mondo dei nuovi show TV Marvel, ma anche dalla prossima fase del MCU, non possiamo che nutrire grandi aspettative nei confronti di questo inaspettato, ma graditissimo, WandaVision.

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