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recensioni
The Suicide of Rachel Foster

The Suicide of Rachel Foster

Un thriller mozzafiato, condito da torbidi segreti di famiglia pronti a tornare alla luce.

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I segreti. Quale famiglia non ne ha e quante provano a tenerli al sicuro, sotterrandoli sotto ingenti strati di bugie e menzogne. Ma si sa: prima o poi quei dolori, quei fantasmi del passato, quelle parole non dette, quella metaforica polvere nascosta sotto i tappeti, vengono a galla, trascinando nel baratro chi, molto spesso, ne è vittima inconsapevole. È attorno a questo tema così amaro che si intreccia la fitta vicenda di The Suicide of Rachel Foster, il nuovo thriller psicologico sviluppato da One O One Games in arrivo dal prossimo 19 febbraio su PC - e successivamente anche su PlayStation 4 e Xbox One.

Siamo nel Montana, in una sperduta contea dello Stato. Dieci anni prima, l'adolescente Nicole abbandona l'hotel di famiglia insieme a sua madre dopo che quest'ultima ha scoperto che il marito, Leonard, ha una relazione con Rachel, una ragazza dell'età della figlia, la quale, dopo aver scoperto di essere rimasta incinta, si è tolta la vita. Ora che entrambi i genitori sono morti, Nicole torna all'albergo, per la prima volta dopo oramai due lustri, per metterlo in vendita, esaudendo anche una precisa volontà testamentaria della madre: dare parte del ricavato della vendita ai familiari di Rachel, come indennizzo per il dolore arrecato dal marito dopo il grave lutto che li ha colpiti.

Nicole raggiunge a fatica l'hotel, a causa di una fitta tormenta di neve che si sta abbattendo sulla Contea, e, mentre attende l'avvocato di famiglia per sbrigare le ultime pratiche per la vendita dell'immobile, oramai fatiscente, è costretta a restare lì a causa delle pessime condizioni metereologiche. È proprio mentre cerca di mettersi in contatto con l'avvocato che riceve una chiamata da Irving, un giovane agente della FEMA, in possesso di uno dei primi telefoni radio, gli unici funzionanti a causa delle avverse condizioni atmosferiche. Mentre attende che la tormenta si plachi e con il supporto a distanza di Irving, la giovane donna torna ad esplorare i meandri dell'hotel abbandonato, scoprendo che la morte di Rachel è in realtà avvolta da un fitto ed inquietante mistero a distanza di dieci anni.

The Suicide of Rachel Foster

Sembra che gli studi indipendenti contemporanei provino una spiccata curiosità nei confronti di quei racconti che ruotano attorno ai segreti di famiglia. Da Gone Home a What Remains of Edith Finch, fino a Remothered: Tormented Fathers, c'è una certa attenzione nei confronti dei torbidi segreti privati, proprio perché sono quelle storie che ci toccano più da vicino, sono le stesse che viviamo nel quotidiano, anche in quei nuclei familiari che sono all'apparenza perfetti. The Suicide of Rachel Foster parte esattamente da qui: costruito come un "walking simulator" in prima persona, il nuovo intrigante lavoro di One O One Games si addentra nei meandri del thriller psicologico, condito con qualche squisito elemento horror, per permettere al giocatore di creare un legame forte con la sua protagonista, Nicole. Basato essenzialmente sull'esplorazione e sulla ricerca di indizi, come le migliori detective story, The Suicide of Rachel Foster vede il giocatore impegnato a ricostruire i frammenti e le prove che colleziona avanzando a poco a poco nello spaventoso albergo abbandonato, nel tentativo di rimettere insieme i vari pezzi del puzzle e risolvere l'arcano che è rimasto irrisolto per dieci lunghi anni.

A rendere l'atmosfera più suggestiva, ci sono senza dubbio i tanti riferimenti ad opere cinematografiche di genere, a partire da quello più scontato e telefonato: Shining. Dalla moquette del primo piano, caratterizzata dalle stesse forme geometriche della pellicola kubrickiana, passando per i richiami all'architettura indiana fino ai bagni di servizio identici a quello in cui Jack Torrance incontra Delbert Grady, il titolo di One O One Games trasuda omaggi alla pellicola tratta dal romanzo di Stephen King e spesso, proprio questi riferimenti, portano il giocatore a prevedere possibili scenari, che però mirano a condurlo fuori strada. Perché, nonostante la sua atmosfera horror - soprattutto agli inizi - The Suicide of Rachel Foster è principalmente un titolo che si focalizza su altri orrori: quelli nascosti dietro le mura domestiche.

Perché c'è un grande motore che muove le circa 5-6 ore di The Suicide of Rachel Foster, che è quello narrativo. Da un punto di vista della scrittura, il nuovo titolo di One O One Games vanta un plot impeccabile, con colpi di scena e svelamenti piazzati nei momenti giusti del racconto, mantenendo sempre una certa tensione nel giocatore. Nonostante una dilatazione temporale voluta - un medesimo escamotage usato dallo stesso Kubrick in Shining, con l'intento di far perdere cognizione della realtà allo spettatore assopendolo in quello che sembra un incubo senza risveglio - anche i momenti più compassati e meno ritmati di The Suicide of Rachel Foster si sposano alla perfezione con il mood sospeso che avvolge l'intera narrazione, lasciando ancora più orrore al disvelamento di determinate verità.

The Suicide of Rachel Foster

Da un punto di vista del gameplay, The Suicide of Rachel Foster è un gioco tutt'altro che complesso, in quanto si fonda sostanzialmente sull'esplorazione e sulla scelta binaria di dialoghi nelle nostre continue chiacchierate con Irving. Non mancherà il necessario back-tracking, meccanica onnipresente in giochi di questo tipo, che tuttavia non è mai percepito come una forzatura, quanto piuttosto come un modo per guardare sotto una nuova luce determinati dettagli e indizi, che assumono al tempo stesso nuovi significati a seguito delle oscure scoperte che Nicole inanella poco alla volta.

Sebbene il titolo di One O One Games sia solido nei contenuti e abbia un comparto tecnico generalmente abbastanza buono, non sono mancati alcuni piccoli problemi. Durante la riproduzione del giorno 3, infatti, in un momento abbastanza cruciale ai fini del racconto, il sonoro è completamente impazzito: non potevamo più sentire i rumori di fondo (e non solo) dell'hotel. La mancanza di audio, in questo caso, ci ha impedito di capire come avanzare in quanto mancava uno specifico suono che avrebbe attivato un passaggio significativo. Siamo stati così costretti a riavviare la partita, ma questo ci ha riportato all'inizio del giorno 3 e a rifare tutto daccapo. Un problema analogo si è verificato anche nell'epilogo, lasciandoci con un po' di amarezza, in quanto incapaci di sentire l'ottima performance vocale dei doppiatori in uno dei momenti più importanti del racconto. Problemi di lieve entità, è vero, ma che un po' spezzano la perfetta tensione che si crea in alcuni momenti davvero potenti presenti in The Suicide of Rachel Foster. Speriamo in un aggiornamento al day-one da parte dello studio che risolva queste piccole problematiche relative al comparto sonoro.

Al netto di questa critica minore, The Suicide of Rachel Foster ci è piaciuto davvero molto. Grazie ad una trama sapientemente intrecciata e carica di suspense fino all'ultimo secondo, il nuovo thriller firmato One O One Games convince parecchio e conferma le ottime doti di questo promettente studio italiano. Strizzando l'occhio all'Overlook Hotel, e non solo per quanto concerne il level design, e affondando le mani nei torbidi segreti di famiglia - un tema molto ricorrente ed efficace in tanta produzione di genere contemporanea - The Suicide of Rachel Foster è caldamente consigliato a chi è alla ricerca di un gioco caratterizzato da un ritmo dosato con il contagocce, utile per riuscire a scandagliare ed entrare nel profondo di questa intrigante crime story.

The Suicide of Rachel Foster
The Suicide of Rachel Foster
The Suicide of Rachel Foster
The Suicide of Rachel Foster
The Suicide of Rachel Foster
08 Gamereactor Italia
8 / 10
+
Trama intrigante e molto ben scritta; Performance attoriale di qualità; Ottimo level design; Buon ritmo.
-
Qualche piccolo problema a livello audio, almeno nella nostra run; Gli strumenti a disposizione di Nicole poco utili.
overall score
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