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The Evil Within

The Evil Within: The Assignment

Torniamo nell'oscuro non-mondo di Shinji Mikami, questa volta dal punto di vista di un nuovo personaggio.

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Abbiamo dovuto attendere circa un decennio prima che Shinji Mikami - autore cult della celebre saga Resident Evil - tornasse a dirigere un nuovo titolo survival horror capace di farci accapponare la pelle come una volta. Dopo averci lasciato con un vuoto incolmabile con Resident Evil 4 (l'ultimo capitolo, a nostro parere, capace di intercettare in modo impeccabile lo spirito che ha animato la serie nei suoi tanti anni di storia), Mikami è tornato in ottima forma con The Evil Within, titolo oscuro e allucinato, disponibile dallo scorso 14 ottobre su diverse piattaforme (potete leggere la nostra recensione qui). Dopo aver turbato a lungo i nostri sogni con un racconto inquietante e che ci ha lasciati volutamente in un limbo di domande senza risposta, Tango Gameworks ci restituisce un nuovo inquietante incubo con il primo DLC del gioco, The Assignment.

Giocato dal punto di vista della misteriosa partner di Sebastian Castellanos, Juli Kidman, il primo contenuto aggiuntivo del gioco non si limita a raccontare la storia di The Evil Within da un altro punto di vista - e colmando tante lacune lasciate in sospeso nel gioco principale - ma offre un'esperienza, anche in termini di gameplay, completamente nuova, fresca, che non ha mancato di convincerci anche questa volta. E se in The Evil Within buona parte dell'esperienza si basava sulla nostra abilità nel mettere a segno l'headshot perfetto contro le mostruose creature che incrociamo lungo il nostro cammino (cercando di risparmiare il più possibile le nostre munizioni), in The Assignment le uniche armi a nostra disposizione sono una torcia e sangue freddo. E di quest'ultimo ne avremo bisogno almeno qualche ettolitro.

The Evil Within

Un aspetto che ci ha lasciato positivamente convinti nei confronti di The Assignment risiede nel fatto che molti dei punti interrogativi lasciati in sospeso (e che avevano creato non poca amarezza nei giocatori a conclusione dell'esperienza principale) nel finale di The Evil Within hanno finalmente una risposta. Seppur non sia esplicitamente richiesto, consigliamo caldamente di completare la storia del gioco principale prima di muovervi nei panni della Kidman, in modo da non spoilerarvi alcune gustose rivelazioni che fanno da eccellente opening a questo contenuto aggiuntivo. Ma se da un lato The Assignment si fa carico di spiegare alcuni dei misteri che attanagliano The Evil Within - in un modo tuttavia meno allucinato rispetto al terrificante loop in cui si imbatte l'inerme detective Castellanos - il vero punto di forza del DLC risiede in un totale ribaltamento, ma non solo da un punto di vista narrativo, dell'intera esperienza di gioco.

Con The Assignment, infatti, The Evil Within si trasforma in un gioco caratterizzato da una fortissima componente stealth, in cui il nostro personaggio riesce a sopravvivere solo ed esclusivamente grazie alla sua capacità di non farsi beccare dalle creature che abitano questo strano mondo, sfruttando tattiche e distrattivi atti ad attirare queste mostruosità lontano da noi e spianarci così la strada verso l'uscita. Un'esperienza, quella di The Assignment, che ci ha ricordato tantissimo quella vissuta qualche mese fa con Alien: Isolation, forse tra le esperienze stealth più adrenaliniche vissute negli ultimi anni. Seppur nel titolo di Creative Assembly avessimo comunque a disposizione il rilevatore dell'Alieno e comunque qualche arma a nostra disposizione, Shinji Mikami e il suo team hanno adottato un approccio ancora più sadico, lasciandoci completamente in balia degli eventi, in cui la nostra unica vera arma è il cervello, ma anche tanta pazienza. Preparatevi a trascorrere qualche abbondante minuto nascosti sotto una scrivania o in un armadietto, in attesa che qualche creatura mostruosa si allontani dal vostro cammino e non vi sia di intralcio.

The Evil Within

Trattandosi di un'esperienza caratterizzata da una forte componente stealth, a differenza della sua controparte principale, il rischio di morire non appena veniamo avvistati da un nemico è praticamente altissimo. A rendere il tutto ancora più complesso, è la mancanza di kit medici: infatti, l'unico modo per ricaricare le nostre poche energie - nel caso venissimo sorpresi da una creatura - è nasconderci e aspettare pochi secondi, prima che la nostra barra della salute si ricarichi rapidamente.

Come abbiamo avuto modo di ribadire nel corso della nostra recensione, The Assignment è un gioco in cui il gameplay cambia in modo radicale rispetto a The Evil Within. Laddove l'esperienza del gioco principale si basava su di una forte componente shooting e nella risoluzione di alcuni semplici puzzle, in questo primo contenuto aggiuntivo la nuova dinamica di gioco ci spinge a riflettere in modo più acuto, più tattico, più attento. Accanto alla già citata componente stealth, altro aspetto interessante del gioco risiede nella possibilità di risolvere molti dei puzzle disseminati nel gioco servendoci della torcia, che ci permette di trovare utili vie di fuga in stanze altrimenti senza uscita, ma anche per rintracciare i tanti collezionabili che ci permettono di fare ulteriormente luce sui tanti misteri che accompagnano l'esperienza. Un'aggiunta senza dubbio gradita, che farà la gioia dei tanti amanti dei collectibles, e che permettono di allungare per bene un'esperienza che - data la sua natura di DLC - rischierebbe di essere eccessivamente breve.

The Evil Within

Finora non abbiamo fatto altro che tessere le lodi di The Assignment, un prodotto che si rivela una degna continuazione di The Evil Within, o quanto meno un ottimo punto di vista innovativo rispetto alla storia originale sotto molti aspetti. Tuttavia, i problemi riscontrati nel gioco originale permangono anche in questo contenuto aggiuntivo: accanto ad animazioni piuttosto rigide e ad un lip-sync non sempre perfetto, in The Assignment ritroviamo gli stessi bug grafici riscontrati in The Evil Within, con pop-in nelle texture che ci hanno fatto arricciare il naso più di una volta. Detto questo, abbiamo delle riserve anche nei confronti del doppiaggio, che tuttavia stride rispetto all'ottimo lavoro fatto con The Evil Within: il personaggio di Kidman ha una voce così fastidiosa che più di una volta abbiamo dovuto resistere alla tentazione di spegnere l'audio del gioco e servirci solo dei sottotitoli. Impresa, ovviamente, infattibile, visto che per riuscire a sfuggire ai nostri nemici, il reparto sonoro funge da elemento utilissimo per individuare la loro posizione - aspetto che, ancora una volta, ci rimanda ad Alien: Isolation.

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Nel complesso, possiamo dirci molto soddisfatti della nostra esperienza con The Assignment. Per quanto il gioco sia piuttosto breve in termini di ore, se giocato in speed-run (ma vi sfidiamo a farlo!), si rivela comunque un buon prodotto, ricco di contenuti e restituendo (parte delle) risposte che avevamo lasciato in sospeso con The Evil Within. Diametralmente opposto in termini di gameplay rispetto all'opera originale, questo primo contenuto risulta un'ottima boccata di aria fresca, che mette a dura prova i giocatori amanti del genere, con un'offerta adrenalinica e folle a cui il Maestro Mikami non smetterà mai di abituarci.

08 Gamereactor Italia
8 / 10
+
Cambio interessante in termini di gameplay rispetto a The Evil Within; Attimi di adrenalina pura; Tanti contenuti in offerta;
-
Persistono alcuni bug presenti nel gioco principale; Doppiaggio insopportabile.
overall score
Questo è il voto del nostro network. E il tuo qual è? Il voto del network è la media dei voti di tutti i Paesi

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