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Le Avventure di Tintin: Il Segreto dell'Unicorno

The Adventures of Tintin

Dalla mente di Steven Spielberg e Peter Jackson, Tintin avrà presto una suo film. E, come spesso accade, anche un videogioco. Lo abbiamo provato in anteprima.

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Non è la prima volta per Steven Spielberg nel mondo dei videogiochi. Anzi, potremmo dire che è la terza. Spielberg si è approcciato al medium videoludico in maniera particolare: anziché creare avventure (come fece con successo il suo collega George Lucas) dapprima annunciò un puzzle game per Nintendo Wii intitolato Boom Blox.

Il gioco era molto buono, con un gameplay intelligente e capace di generare il gomito del tennista a furia di sbracciarsi con il WiiMote. Ma la domanda sulla bocca di tutti era: perché Spielberg? Ci voleva davvero il cervello del vincitore di quattro premi Oscar per creare Boom Blox?

Poi fu la volta di Kinect. Spielberg salì sul palco dell'E3 nel 2009 per parlare dell'allora denominato Project Natal. Argomentò i suoi pensieri in merito al progetto per quarantacinque secondi, e poi non se ne seppe praticamente più nulla.

Le Avventure di Tintin: Il Segreto dell'Unicorno

Arriviamo nel 2011, ed ecco Tintin. Questa volta il gioco è tratto da un film diretto dallo stesso Spielberg e prodotto da Peter Jackson. Due delle menti più visionarie del mondo del cinema americano insieme. Ma, anche questa volta, le cose sembrano un tantino diverse da quello che ci saremmo aspettati dai due registi. Tin Tin è infatti la trasposizione cinematografica di un personaggio conosciutissimo nel mondo dei fumetti, creato dallo scrittore belga Hergé.

Il film sarà un'avventura animata in 3D, realizzata con la tecnica del performance capture, vero pallino di Jackson che la utilizzò per personaggi del calibro di Gollum e King Kong. La trasposizione videoludica, pertanto, è risultata quasi naturale. Ma Ubisoft, questa volta, ha pensato bene di mettere un po' di pepe nel gameplay. Dimentichiamoci il solito button basher, genere tipicamente legato ai tie-in, e diamo il benvenuto a un puzzle platform in 2.5D con supporto per il 3D stereoscopico.

Le Avventure di Tintin: Il Segreto dell'Unicorno

Alla Gamescom 2011 gli sviluppatori hanno scelto di mostrarci il gioco in 3D, "per avvicinarci all'esperienza cinematografica", dicono. Eppure, si ha la sensazione che il gioco non si limiti a ricalcare le avventure di Tintin in forma videoludica, ma di arricchirle con una giocabilità più sottile e piacevole. Una mossa che potrebbe rivelarsi vincente.

Il gioco, come abbiamo detto, è a un primo sguardo un platform 2.5D, nel quale possiamo muoverci, saltare e mettere fuori combattimento i nemici, anche attraverso tecniche stealth. Il nemico, infatti, ci attacca solo se rivolto verso di noi: per questo motivo, Tintin deve sorprendere i cattivi alle spalle. Ed è qui che il gioco si fa interessante: raggiungere il nemico e/o oltrepassarlo senza essere individuati richiede la risoluzione di puzzle ambientali e lo sfruttamento delle risorse disponibili.

Una volta raggiunto il nemico, una pressione del tasto posteriore destro sul proprio controller e il gioco è fatto. La violenza è di tipo umoristico: non si "uccide" nessuno, ma ci si limita a stordirlo facendoli comparire le canoniche stelline sulla testa. Tintin ha tre punti ferita, e pertanto un margine di errore piuttosto ridotto.

Le Avventure di Tintin: Il Segreto dell'Unicorno

Le dinamiche di combattimento e di esplorazione sono arricchite da alcuni elementi molto significativi. Nel gioco è stato implementato un discreto motore fisico, che ci consente ad esempio di calcolare la traiettoria degli oggetti scagliati, con tanto di prospettive di rimbalzo. In alcuni casi ci troviamo così ad attaccare i nemici o a risolvere particolari puzzle facendo uso della fisica, facendo ad esempio rimbalzare un pallone verso un pulsante o facendo cadere un lampadario su di un nemico nascosto. In altri casi sono gli stessi nemici a mettere fuori combattimento degli altri colleghi, in una reazione a catena che naturalmente siamo noi ad innescare.

Oltre a questa modalità di gioco principale, si segnala anche la presenza di alcune deviazioni dal genere platform: in un livello, ad esempio, ci siamo ritrovati a bordo di un aereo all'interno di un canyon sempre più stretto. L'aereo può accelerare con delle brevi spinte turbo, e sparare ai nemici che si incontrano lungo il cammino. Niente di particolarmente originale, ma certamente qualcosa che aggiunge un po' di variazione alla miscela e che, a detta degli sviluppatori, ricalca un'imprescindibile sequenza presente nel film.

Oltre alla modalità storia, cucita sulla trama del film, si segnala la presenza di una modalità multigiocatore che fornisce una realtà alternativa rispetto alla storia originale del gioco. Ci spiegano che il teatro delle avventure in multiplayer è la mente del capitan Alex, che sta sognando. Questo ha concesso la libertà agli sviluppatori di intraprendere alcune piccole variazioni nel gameplay.

Le Avventure di Tintin: Il Segreto dell'Unicorno
Le Avventure di Tintin: Il Segreto dell'UnicornoLe Avventure di Tintin: Il Segreto dell'UnicornoLe Avventure di Tintin: Il Segreto dell'Unicorno

In modalità "sogno" è possibile cambiare personaggio in qualsiasi momento, elemento fondamentale per la risoluzione di alcuni puzzle superabili solo da un determinato personaggio. In un'occasione ci siamo addirittura trasformati in Snowy, il simpatico fox terrier di Tintin, il quale è dotato della capacità di individuare tracce da seguire e di scovare tesori sotterrati.

La modalità multiplayer, però, funge da complemento a una modalità giocatore singolo che appare piuttosto solida. Gli sviluppatori hanno promesso 20 ore di gioco, supporto Kinect (limitato al controllo dell'aereo) e supporto WiiMotion Plus e PS Move.

Nonostante la piccola scorazzata tra le nuvole e altre improbabili situazioni intraviste nel primo trailer, resta da capire quanto gli sviluppatori siano riusciti a rendere varia l'esperienza di gioco, che nei pochi minuti concessi ai giornalisti è apparta leggermente ripetitiva. In ogni caso anche Tintin sembra un possibile candidato a qualificarsi come un rarissimo "tie-in di qualità". Un gioco per famiglie, certo, ma apparentemente più curato di tante altre produzioni.

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