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Life is Strange

Life is Strange

Una delle più grandi rivelazioni dell'ultima Gamescom, forse la più interessante. Ecco le nostre impressioni sulla nuova opera dello studio di Remenber me.

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E' raro riuscire a sentirsi pienamente colti di sorpresa in questo settore. La rivelazione di Life is Strange è proprio uno di questi momenti. Non avevamo idea di cosa aspettarci quando abbiamo scoperto che Dontod, sviluppatori di Remember Me, fossero al lavoro su un nuovo progetto, e sicuramente non ci aspettavamo tutto questo.

Il gioco è un'avventura story-driven, un mix tra Heavy Rain e The Walking Dead di Telltale. Un po' esplorazione in terza persona, un po' dialoghi ramificati. Un genere che abbiamo visto prima in abbondanza, ma qui risulta molto diverso, perché c'è tanto cuore dietro tutto questo.

E' prodotto dallo studio francese Dontnod per conto di Square Enix. L'ultimo gioco dello studio era Remeber me, un titolo che è sembrato scottare nelle mani di Capcom. Ma si tratta del passato ed è molto diverso da ciò che lo studio sta cercando di realizzare in questo titolo, anche se c'è un sottile filo rosso che tiene insieme i due giochi. L'elemento distintivo di Remember Me stava nell'esplorare frammenti di memoria, riavvolgere il tempo più e più volte, nel tentativo di individuare i momenti chiave che avremmo potuto manipolare a nostro vantaggio.

Gli eventi in Life is Strange non possono essere annullati, ma nessuna decisione è necessariamente permanente. Abbiamo la possibilità di riavvolgere il tempo all'inizio di una scena per vedere come le diverse decisioni individuali alterano i percorsi della storia. Tuttavia, gli sviluppatori ci spiegano che attraverso percorsi differenti riusciremo ad avere diversi potenziali finali (anche se non ci hanno svelato il numero effettivo).

In Life is Strange siamo Max Caulfield, una giovane ragazza che torna nella sua cittadina natale, Arcadia Bay, nello Stato dell'Oregon cinque anni dopo essersene andata. E' un'appassionata fotografa e vuole incontrare di nuovo la sua migliore amica del liceo, Chloe. Nonostante le personalità molto diverse, le due sono state grandi amiche. Ma poi un lutto inaspettato ha distrutto tutto, compresa la loro amicizia.

Ora Max è tornata e vuole ripensare agli eventi del passato con Chloe. A quanto pare, Max ha la capacità di manipolare il tempo. Può modificare o cancellare intere vite e rivivere alcuni momenti, tornare indietro nel tempo come un utente impaziente di Youtube. Questo significa anche che ci troveremo di fronte a tante scene di gameplay ripetute e cutscene.

Life is Strange

Il gioco sarà episodico (anche se non abbiamo ancora una data di lancio per il primo episodio, gli sviluppatori promettono che la comunicheranno al più presto). E il motivo è da rintracciare proprio nelle avventure narrative moderne, maggiormente concentrate sulla storia rispetto alla risoluzione di puzzle.Un elegante sistema a freccia ci indica dove sono tutti i vari oggetti interattivi, le icone sono molto semplici e fatte a mano. Gli sviluppatori ci dicono, inoltre, che ogni oggetto nel gioco è stato disegnato a mano.

Questa scelta di design dà al gioco una certa atmosfera che, combinata con una colonna sonora indie-folk, ci trasporta in quel Pacifico nord-occidentale che Dontnod sta cercando di rappresentare, quel senso di sole e noia tipica del nord della California. Ma Life is Strange racconta anche storie di crescita, di patrigni che abusano dei loro figliastri e di adolescenti che fumano erba. Le sequenze mostrate alla Gamescom ci mettono addosso malinconia e speranza allo stesso tempo.

Naturalmente, il gioco ha tutte le carte in regola per diventare un classico acclamato dalla critica, proprio come il cantautore Sufjan Stevens. La sua carriera e il videogioco hanno molto in comune. È possibile vederli e sentirli sulla pelle immediatamente. Allo stesso modo, il gioco è calmo, elegante, complesso e tuttavia semplice.

Life is Strange potrebbe definirsi un titolo indie tripla-A, per citare Dontnod. Oltre ai 40 sviluppatori che stanno lavorando sul gioco, e hanno dedicato un sacco di tempo a lavorare sui dettagli, hanno dato vita anche a delle splendide sequenze e a bellissimi fondali. In particolare, la stanza di Chloe appare come un ritratto perfetto della gioventù cittadina americana.

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Purtroppo, le animazioni facciali e la sincronizzazione labiale sono ancora abbastanza superficiali. Potremmo perdonare quest'ultima, dicendo che la colpa è da rintracciare nella mancanza di risorse in quanto studio indie, ma le animazioni devono essere migliorate. La nostra speranza è di riuscire a scoprire tanto di questi personaggi attraverso il loro linguaggio del corpo e le espressioni facciali devono essere, per questo motivo, parte fondamentale dell'esperienza.

Tuttavia Life is Strange riesce a toccare qualcosa di profondo dentro di noi, una prodezza incredibile considerando che abbiamo provato questo gioco esausti e devastati da una lunga giornata alla Gamescom. E questo è un bene, perché se un videogioco può infondere tali sensazioni solo grazie ad una demo, vuol dire che la storia avrà tanto da offrirci nella sua versione definitiva.

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