Italiano
Gamereactor
recensioni
Dragon Quest VIII: L'Odissea del Re Maledetto

Dragon Quest VIII: L'Odissea del Re Maledetto

A dieci anni dal suo debutto, il classico JRPG dell'era PS2 debutta sulla console portatile di Nintendo.

Stai guardando

Preview 10s
Next 10s
Pubblicità

Stai guardando

Preview 10s
Next 10s
Pubblicità

Quando Dragon Quest VIII: L'Odissea del Re Maledetto è stato inizialmente pubblicato su PlayStation 2 in Europa nel 2006 (2004 in Giappone), il gioco ha segnato una tappa importante per la serie. Era la prima volta che un gioco Dragon Quest venisse reso disponibile ai giocatori europei, e considerando che la serie supera Final Fantasy in termini di popolarità nel suo nativo Giappone, si potrebbe dire che fosse anche ora.

Anche se Square Enix oggi possiede sia Dragon Quest sia la serie Final Fantasy, i due rappresentano in gran parte i lati opposti dello spettro dei JRPG. Da un lato abbiamo i giochi Final Fantasy, in cui ogni nuova iterazione numerata tenta di offrire qualcosa di nuovo e unico. Che questo sia poi accaduto o meno è un'altra questione, ma ogni gioco di Final Fantasy sarà percepito come un'esperienza unica. Sul lato opposto si trova la serie Dragon Quest, che mira a mantenere le cose nel modo più tradizionale e più familiare possibile, e dove le nuove aggiunte sono dettate principalmente dal fatto che i tempi cambiano piuttosto che da un desiderio di innovazione estrema. Questo è forse più evidente quando si guarda lo stile visivo della serie, che fin dall'inizio vanta l'aspetto inconfondibile delle opere del creatore di Dragon Ball, Akira Toriyama.

In altre parole: se si acquista un gioco di Dragon Quest, si sa in gran parte ciò che ci si può aspettare, ossia che sarà un RPG giapponese di ispirazione classica con mostri, battaglie a turni, dungeon oscuri, e città vibranti. Ci sono personaggi dove i buoni sono molto buoni, e dove i cattivi sono così cattivi che avrete paura solo a guardandoli. Tutto questo è avvolto in uno stile visivo in cui mostri e personaggi appaiono come se fossero originati da Dragon Ball. La musica è stata composta da un veterano della serie, Koichi Sugiyama (il più vecchio compositore probabilmente attivo del settore, che all'età di 85 continua a lavorare sulla musica per Dragon Quest XI). Se uno qualsiasi di questi aspetti non vi aggrada, o non risulta del tutto interessante, dubitiamo che questo gioco tv farà cambiare idea.

Dragon Quest VIII: L'Odissea del Re MaledettoDragon Quest VIII: L'Odissea del Re Maledetto

Detto questo, se si state ancora leggendo questa recensione e siete un po' curiosi di scoprire qualcosa di più sulla serie Dragon Quest o qualcosa di simile ad un JRPG classico, Dragon Quest VIII è comunque un ottimo punto di partenza. Il gioco ha anche dieci anni, ma nel complesso è "invecchiato" bene ed è un ottimo esempio di un gioco di ruolo da portare con sé in viaggio.

Come avviene normalmente nei giochi di Dragon Quest, vestirete i panni di un eroe senza nome. In questo gioco, il nostro eroe era inizialmente una guardia al Castello Trodaine, ed è l'unico dei sudditi del castello ad essere sopravvissuto quando questo è stato attaccato dal malvagio stregone, Dhoulmagus. Re Trode e la principessa Medea sono riusciti anche loro a sopravvivere, ma il re è stato trasformato in una specie di rana e la principessa in un cavallo. Insieme inizierete così un viaggio per trovare e sconfiggere Dhoulmagus e rompere l'incantesimo. Con voi nel team c'è anche il soldato semplice, ma di buon cuore, Yangus, e alla fine si reclutano nuovi alleati, come ad esempio la figlia di un ricco, Jessica.

Dragon Quest VIII non si prende mai troppo sul serio, e ha un tono leggero che ricorda quel tipico humour che si trova in film come The Princess Bride e Stardust. Questo non vuol dire che la storia non sia priva di momenti drammatici o tristi, però. La narrazione generale è forse un po' semplicistica, ma è raccontata in un modo tale che non smetterete mai di giocare. I personaggi sono tuttavia estremi, e lo stesso "estremismo" si applica a Dhoulmagus in particolare: è uno dei cattivi JRPG più noiosi che abbiamo visto.

A differenza dell'originale, ma in quanto remake di Dragon Quest VII per 3DS, i mostri sono visibili sulla mappa del mondo così come i luoghi in cui si nascondono. Questo rende più facile per voi a scegliere quando combattere contro i mostri (o no, a seconda dei casi). Il combattimento è abbastanza tradizionale e facile da capire, con tutta la faccenda dei turni, e sia i personaggi sia mostri possono attaccare, usare la magia, o difendersi. L'unicità di Dragon Quest VIII è che si può passare un turno, e questo aumenta la capacità di attacco del personaggio in questione. Se lo farete abbastanza volte, riuscirete a moltiplicare la potenza di attacco, aspetto che può rivelarsi utile (ma attenzione, il nemico ha la stessa opzione).

Dragon Quest VIII: L'Odissea del Re MaledettoDragon Quest VIII: L'Odissea del Re Maledetto

Al di là di alcune opzioni pratiche per personalizzare il gioco in modo da utilizzare i due schermi, la versione 3DS non ha molte nuove caratteristiche evidenti rispetto all'originale, e la maggior parte di queste riguardano piccole migliorie coinvolgono piccole migliorie ai singoli componenti. Una novità che i fan dell'originale probabilmente apprezzeranno è che il gioco ha ora due ulteriori (e familiari) personaggi che possono partecipare al viaggio. Una delle altre novità è una funzione della macchina fotografica, in cui è possibile scattare foto a oggetti o persone specifici. Questo aiuta ad essere più consapevoli dei vostri dintorni, e si è rivelato essere più divertente di quanto sembra ad un primo sguardo.

Dragon Quest VIII: L'Odissea del Re MaledettoDragon Quest VIII: L'Odissea del Re Maledetto

Ci ha colpito mentre giocavamo durante le vacanze di Natale, in volo e mentre ingannavamo l'attesa aspettando qualche amico, che Dragon Quest VIII è davvero un gioco perfetto da portare con voi in viaggio. Il ritmo rilassato, le meccaniche di gameplay familiari, la musica semplice ma efficace, e l'affascinante stile artistico, sono tutti aspetti che contribuiscono ad una buona esperienza portatile. Il ritmo rilassato e piacevole è un bel cambiamento da parte di alcuni giochi di ruolo più recenti che talvolta sono più intensi e frenetici, se si parla di Second o Final Fantasy XV. Speriamo che altri classici della stessa epoca vengano sottoposti ad un simile rifacimento per console portatile, non da ultimo per il beneficio a quelli tra noi che non possedevano una PS2 nei bei vecchi tempi.

Detto questo, non tutto in questa versione rimasterizzata è ugualmente ben implementato, in particolare sul fronte visivo. Confrontando un video clip dalla versione PS2 originale con la versione 3DS, è facile accorgersi che la versione 3DS non offre immagini più nitide. Al contrario, la versione 3DS non sembra buona come l'originale, ed è un peccato, visto l'ottimo cel-shading offerto dall'originale. Inoltre, il fatto che la versione 3DS non sfrutti le caratteristiche 3D e tutto ciò che ne consegue sorprende.

La musica del gioco ha ricevuto una bella messa a punto, ma purtroppo lo stesso non si può dire per il doppiaggio. In questi ultimi settori diventa evidente che questo è il primo gioco della serie in cui è stato attuato doppiaggio. Per esempio, mentre Yangus è molto caratteristico e si capisce il motivo per cui gli sviluppatori non hanno cambiato nulla, avremmo gradito qualcosa di meglio da ascoltare mentre giocavamo.

Così si finisce con una porting di un vecchio classico su cui avrebbero potuto lavorare meglio, ma che comunque questo non mette in ombra le qualità del gioco. Dragon Quest VIII regge bene dopo un decennio, e da parte nostra, è stato un piacere riscoprire questa antica avventura. I giocatori che non sopportano i giochi di ruolo giapponesi o che desiderano vivere un'esperienza più ritmata, farebbero bene ad evitarlo, ma se siete curiosi di conoscere il genere o la serie, non possiamo che consigliarvelo.

Dragon Quest VIII: L'Odissea del Re MaledettoDragon Quest VIII: L'Odissea del Re Maledetto
08 Gamereactor Italia
8 / 10
+
Un JRPG piacevole e rilassante che non si prende troppo sul serio; Personaggi buoni, un meraviglioso stile artistico che è ancora in perfetta forma; una storia con momenti divertenti e drammatici; Un buon gioco di ruolo; La modalità foto è divertente.
-
Doppiaggio discutibile; un cattivo...troppo cattivo; Ritmo talvolta troppo rilassato; Nessuna funzione 3D, Downscale della grafica.
overall score
Questo è il voto del nostro network. E il tuo qual è? Il voto del network è la media dei voti di tutti i Paesi

Testi correlati



Caricamento del prossimo contenuto


Cookie

Gamereactor utilizza i cookie per garantire agli utenti la migliore esperienza di navigazione sul nostro sito web. Se continui, presumiamo che tu sia soddisfatto della nostra politica sui cookie.