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Destiny

Destiny: Il Re dei Corrotti

Un anno dopo Destiny, Il Re dei Corrotti offre un'iniezione necessaria di tanti nuovi contenuti.

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Destiny è il nostro gioco di riferimento tra i titoli più importanti visti lo scorso anno. Sebbene non fosse proprio perfetto quando è stato pubblicato per la prima volta lo scorso settembre, il titolo di Bungie ha rappresentato senza dubbio un importante modello di riferimento per il nuovo sparatutto online in prima persona. Ha anche, però, dimostrato di essere un gioco molto enigmatico, e nel caso in cui fossero apparse recensioni molto contrastanti al suo debutto (così si paventava all'inizio), forse non avrebbe permesso al popolo dei giocatori di conoscere più a fondo questo universo. Ma fortunatamente all'epoca le recensioni uscirono un po' alla volta, poco dopo il day one, e la consistente fan-base che si è costituita successivamente in questo nuovo mondo fantascientifico di Bungie è stata la risposta sufficiente a tutta quella negatività che si è fatta largo in certi ambienti.

Tuttavia c'è una critica molto importante che è stata riscontrata in modo quasi unanime, sia da pubblico sia da critica - un aspetto che anche noi di Gamereactor avevamo segnalato all'epoca della nostra recensione di allora - ossia il fatto che la trama che faceva da sfondo al gioco fosse particolarmente sconnessa e pasticciata. Bungie avrebbe potuto lavorare molto meglio sul lore di questo nuovo universo, viste anche le loro incredibili capacità narrative, il cui apice è stato raggiunto nel loro capolavoro indiscusso, Halo: Combat Evolved. Sebbene da allora ci siano stati anche altri capitoli degni di nota nella serie Halo - Halo 3, Halo: Reach - nulla può competere con la loro prima incursione nel mondo di Master Chief.

Questo aspetto non è destinato a cambiare con il Re dei Corrotti, il quale - pur non essendo l'opera migliore di Bungie - rappresenta comunque un significativo miglioramento rispetto a quanto abbiamo giocato in precedenza in Destiny. La storia è moderatamente divertente ed è raccontata in modo più accurato. Ci sono filmati tra ogni grande missione della storia e l'altra, l'atmosfera si adatta bene ai personaggi che la circondano, e cavolo, alcuni di questi sono davvero divertenti. Per quanto riguarda la voce di Spettro - che nell'originale ha assistito ad un cambiamento da Peter Dinklage (Game of Thrones) a Nolan North, quest'ultimo conosciuto ai più per aver prestato negli anni la sua voce alla versione originale di Nathan Drake nella serie Uncharted - anche la versione italiana ha visto una piccola modifica: dopo la scomparsa di Gaetano Varcasia (avvenuta pochi mesi dopo l'uscita del gioco originale), anche qui abbiamo assistito ad un cambio di voce necessario per Spettro, che - seppur non sia brillante come quella di Varcasia - si adatta bene al contesto.

Si tratta di un'esperienza decisamente più personale e piacevole, almeno da un punto di vista narrativo, che certamente farà discutere i giocatori di Destiny, anche se non è poi così lunga. Abbiamo una campagna storia da completare, ma che non richiede troppo tempo, e anche se alcuni potrebbero rimanere delusi dalla sua relativa brevità, non trascorre molto tempo prima che ci si renda conto della significativa quantità di contenuti endgame con cui i giocatori potranno tenersi occupati alla fine della storia. E non stiamo parlando solo di ripetere lo stesso contenuto più e più volte per salire di livello (anche se questo è Destiny, dopo tutto).

I nuovi contenuti endgame sono ora meglio facilitati da un sistema di quest nettamente superiore e migliorato in modo considerevole. Ora abbiamo a disposizione una pagina dedicata che ci permette di monitorare i propri progressi attraverso una serie di attività, in modo da poter tenere d'occhio il numero di nemici che è necessario uccidere, o quale taglia del Crogiolo occorre ancora completare. Sembra una cosa da poco, ma in realtà rappresenta una differenza molto importante rispetto al passato, e i nostri sforzi sono stati elegantemente trasformati in qualcosa di più propositivo.

Un'altra parte del gioco che è stata notevolmente migliorata, in questo caso grazie ad un approccio più semplicistico, è la raccolta di risorse. Con questo non vogliamo dire che nel Re dei Corrotti manchi profondità, tutt'altro: anzi, abbiamo nuovi interessanti item che vi accompagneranno per tutto il tempo, e la maggior parte delle vostre azioni vi permettono di raccogliere la moneta necessaria per acquistare equipaggiamenti di fascia alta dai vari fornitori sparsi nel nostro hub sociale. I Marchi Leggendari possono essere guadagnati in un sacco di modi. È una bella aggiunta, anche più trasparente, che permette a tutti i giocatori di riuscire a guadagnare più facilmente un equipaggiamento migliore, e non dovrete essere chissà quali esperti per capire la complessità del nuovo sistema. Potrebbe essere più chiaro di così? Probabilmente no, ma è un passo in avanti e nella giusta direzione.

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Una delle cose che ci ha colpito maggiormente durante il primo anno di Destiny è stato senza dubbio l'arsenale di armi a nostra disposizione, e il piglio quasi mistico che alcune di queste hanno ottenuto da parte della community (si pensi a Gjallarhorn e Thorn, ad esempio). Anche se resta da capire se ci saranno chicche simili ad attenderci anche in questa espansione, provocando nei giocatori una vera e propria isteria di massa, le armi di base qui proposte sono, ancora una volta, grandiose. Hanno tutte un design elegante, una fisica piacevole, una splendida gamma di opzioni, anche all'interno di ciascun tipo di arma: i ragazzi di Bungie sono maestri in questo particolare aspetto del design del gioco e qui si sono spinti oltre.

Da armi con un design eccellente derivano grandi scontri a fuoco, e sicuramente questo è il punto in cui Destiny si è sempre contraddistinto. È chiaro che è sempre una questione di opinioni, ma a nostro parere Bungie offre armi basi migliori di chiunque altro. Il Re dei Corrotti continua la tradizione da questo punto di vista e il combattimento risulta ancora una volta il top della gamma. Le armi appaiono grandiose, c'è tantissima varietà, e il feedback di ogni arma è significativo: danno tutte l'impressione di essere reali.

Un altro grande ritorno in questa espansione è certamente un'IA particolarmente solida, un aspetto che ha sempre contraddistinto il gioco. Come in passato, c'è una significativa varietà di nemici, e Bungie ha mantenuto una certa quantità di differenziazione sul campo di battaglia, con avversari che si comportano in modo diverso tra loro, spesso dimostrando un acume tattico che sconfina quasi nell'impressionante. È vero che quando si usano impostazioni di difficoltà più alte, i nemici diventano spugne per proiettili, ma non siamo sicuri che ci sia una soluzione alternativa, e in difficoltà normale tutto appare molto equilibrato. Anche le battaglie contro i boss sono state migliorate, e lo studio ha realizzato alcuni scenari davvero interessanti.

La colonna sonora è di prim'ordine. Hanno recuperato la colonna sonora epica dello scorso anno, a cui hanno aggiunto abbondanti beat futuristici e loop discordanti. Davvero buona. Menzione speciale anche alla direzione artistica, in quanto l'uso degli effetti di illuminazione in Il Re dei Corrotti non è secondo a nessuno. L'oscurità ha un ruolo fondamentale in questa espansione, dalle palle di un accecante nero come la pece che temporaneamente vi acciecano, alle missioni atmosferiche in cui non c'è quasi un barlume di luce che possa guidare il vostro cammino (un esempio è una battaglia con Alak-Hul, un boss nemico che diventa visibile solo grazie alla luce emessa dalla vostra arma da fuoco). Si respirano anche influenze in stile Giger nell'appropriato Dreadnought, un ambiente caratterizzato da influenze gotiche, anche se la tavolozza dei colori appare un po' triste. Destiny non è mai stato così bello, dal nuovo sandbox passando per i nemici a tutto quello che si incontra lungo il cammino.

Il Re dei Corrotti aggiunge nuove sfide al mix, cose come la duplicazione dei nemici e un sacco di teletrasporti sulle brevi distanze che vi tengono decisamente sulle spine. Principalmente si tratta di un remix di nemici pre-esistenti da un punto di vista grafico, ma hanno alcune nuove abilità davvero interessanti con cui fare i conti. Questi non si limitano a pattugliare la loro base spaziale, ma li troverete sparpagliati per il sandbox, aggiungendo un'ulteriore dimensione alla già caotica lotta per il potere che imperversa in tutto il sistema solare.

Ci sono diversi nuovi Strike in cui i giocatori potranno imbattersi lungo il loro cammino, e questi partono da una selezione di missioni della storia che possono anche essere rivisitate. Unite il tutto alle quest e alle taglie, e avrete a vostra disposizione una discreta quantità di contenuti. Poi c'è il nuovo Raid, La Caduta del Re. È molto più simile alla Volta di Vetro, con sezioni puzzle caratterizzate dalla scomparsa di piattaforme, e con boss davvero difficili da sconfiggere. Il coordinamento tra i membri di una squadra si rivela fondamentale per tutti coloro che vogliono tentare questo Raid. Ci è piaciuto, sicuramente più di La Fine di Crota, soprattutto perché offre pane per i denti di quei giocatori che cercano un po' di difficoltà in più nel gioco.

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Arrivati a questo punto, non abbiamo ancora fatto un accenno al Crogiolo. Ci sono otto nuove mappe e alcune di queste sono davvero interessanti. Crossroads offre teletrasporto e cannoni ad energia che catapultano i giocatori tra le varie zone. Bannerfall ricorda l'hub sociale, la Torre, che tutti i giocatori hanno frequentato molto spesso all'interno del gioco. Memento ricorda la Corte della Vedova, introdotta ne Il Casato dei Lupi, con una "spina dorsale" che corre lungo il centro della mappa. C'è una buona selezione di mappe, e il roster qui offerto mette a disposizione opzioni tra le più variegate. L'unica critica che ci sentiamo di fare è che coloro che preferiscono il PvP dovranno ancora una volta avventurarsi nel mondo del PvE, se vogliono salire di livello in fretta; Bungie ha reso più facile il multiplayer competitivo, ma è ancora lungi dall'essere perfetto.

Ci sono alcune caratteristiche nuove, tra cui il dominio totale, in cui se una squadra è in procinto di essere sconfitta, la partita termina in modo automatico quasi subito. Ci sono anche un paio di nuove modalità. Rift è sicuramente quella più interessante: si tratta di un gioco di squadra in cui entrambe le fazioni si contendono una "scintilla" e il loro obiettivo è raccoglierla e portarla alla base nemica, con l'obiettivo di far "brillare la loro spaccatura". Non è una modalità divertente da giocare da soli, ma in squadra è davvero interessante. Mayhem è una carneficina allo stato puro, e grazie al fatto che è possibile caricare più velocemente tutte le abilità e le granate, si trasforma presto in un flusso costante di esplosioni e distruzione. Entrambe sono ottime aggiunte.

Quando giocate a tutti i nuovi contenuti, avrete la possibilità di farlo utilizzando una delle tre nuove sottoclassi che fanno parte del pacchetto di questa espansione. Abbiamo giocato soprattutto con quella del Cacciatore, ma c'è una nuova sottoclasse per ciascuna categoria. I Titani hanno la possibilità di andare in giro con un martello one-hit-kill, i Cacciatori hanno a disposizione un nuovo fantastico arco, e non potete dire di aver provato tutto senza aver dato un'occhiata alla nuova sottoclasse dello Stregone, che ora ha a disposizione dei fulmini potentissimi. Per i giocatori che hanno più profili attivi, ci sono un sacco di nuovi trucchi da imparare e tattiche da esplorare.

Fino ad ora non abbiamo avuto che elogi per la nuova avventura di Destiny, eppure non possiamo non evidenziare alcuni aspetti negativi minori. In primo luogo è totalmente sconfortante vedere che il primo anno di duro lavoro di Bungie si sia rivelato un po' fallimentare, in quanto lo studio non ha fatto altro che rendere ridondante il mondo che avevano creato con cura. Ma quanto pare si è rivelato un male necessario e quest'oggi ne possiamo cogliere i vantaggi grazie all'ottimo lavoro fatto in questa espansione, anche se di tanto in tanto ci mancano i nostri vecchi esotici.

In secondo luogo...beh, sì, ci sono un sacco di nuovi contenuti a disposizione dei giocatori, ma hanno un buon rapporto qualità-prezzo? Anche se Bungie lo definisce un'espansione, il Re di Corrotti non può in fin dei conti ritenersi tale, visto il suo prezzo (in Edizione Leggendaria, costa 69,99 euro). È sicuramente un'espansione più importante rispetto a quelle più piccole viste finora, ma è comunque costosa, soprattutto se si considera quanto costa dall'altra parte dell'Atlantico. Tuttavia, i giocatori più dediti a Destiny riusciranno a trovare in esso del valore comunque.

L'unica altra grande critica che ci sentiamo di fare, che sarà un bene per molti e un difetto per altri, è ancora una volta il grind. Che vi piaccia o no, è un aspetto fondamentale del gioco. In realtà, a noi piace, e proprio come abbiamo fatto nel corso dell'ultimo anno, torneremo a rigiocare alcune aree del gioco con regolarità nei prossimi mesi. Destiny è un ottimo shooter, e Il Re dei Corrotti è una fantastica continuazione ed evoluzione dei titoli di genere usciti degli ultimi anni. Parte da un buon gioco base e migliora in quasi ogni modalità, e anche se è indubbiamente costoso, è comunque un ampliamento essenziale per i fan del titolo di Bungie.

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09 Gamereactor Italia
9 / 10
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Solido remix di nemici esistenti; Nuove location fantastiche; Ottima rivisitazione di alcuni sistemi; Un'ottima quantità dei contenuti; Ottimo uso della luce.
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È un po' costoso, anche per la quantità di contenuti in offerta; Alcuni giocatori non apprezzeranno il grind.
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